C’era una volta una classe con tanti studenti armati di smartphone, iPhone e tablet fino ai denti che, in un aula della loro scuola, svolgevano bellissime attività con la magica Lim. Ma un bel giorno alla Lim venne un infarto ed improvvisamente si spense, lasciando nella disperazione tutti: molti degli alunni sconsolati pensavano di farla finita, il prof svenne e si creò un panico diffuso, quasi umano, dal quale non si sapeva come uscire; dopo lo sconforto e la disperazione inziali, qualche alunno dei presenti che aveva avuto la lucidità di non  perdersi, portò dell’ acqua e zucchero al prof, che si risvegliò.

Rianimatosi, il prof si accorse dello sconforto generale e  cercò di incoraggiare gli altri, cercando di rianimare i ragazzi, prevalentemente atterriti e frastornati dall’infarto digitale che si era consumato.

Cominciò a dire loro che forse qualcosa si poteva fare anche senza la Lim e che l’umanità, nel passato, se l’era cavata benone anche senza computer.

La classe a questo punto cominciava a rumoreggiare, palesava un malcelato dissenso e temeva dove il prof volesse arrivare…alla solita solfa degli adulti contro i computer e facebook e blablabla..Insomma  non potevano tollerare di buon grado una tale affermazione, che a loro dire, era un sermone privo di fondamento.

Ma ad un certo punto della discussione qualcosa cambiò: fu quando il prof gli raccontò che aveva sentito una notizia per radio, che lo aveva colpito,  e cioè che proprio in quei giorni  il numero delle Sim  dei telefoni aveva superato, per la prima volta, il numero degli abitanti del pianeta; gli disse anche che forse questo dimostrava che l’umanità stava esagerando e invitò i ragazzi a rifletterci su.

E la notizia del sorpasso delle Sim sul numero di umani aveva aperto, in alcuni di loro, una piccola breccia… perchè , facendo mente locale sui numeri, non riuscivano più a capire a questi ritmi nel prossimo futuro dove si sarebbe arrivati….

Fu a quel punto che capirono che dovevano riflettere meglio sul senso del progresso e del ruolo della tecnologia, perché poteva avere molto a che fare sulla qualità della vita di ognuno di loro ed ebbero improvvisamente paura.

Una paura uguale e contraria a quella suscitata dalla morte della Lim consumatasi pochi minuti prima in aula: il timore che potesse nascere una macro dipendenza umana da eccesso di internet !!!

Decisero da quel giorno di vaccinarsi e di capire meglio tante cose che passavano per la  loro testa fino ad arrivare alle loro emozioni, senza che ne fossero pienamente consapevoli:   ognuno si inventò un sistema personale per non diventare retedipendente, si sviluppò una gara per chi si inventava il modo migliore per debellare questa malattia,  che colpiva tutti ma soprattutto i giovani e i bambini piccolissimi,  vittime del fascino emanato dal  touch screen dei loro genitori.

E fu così che decisero che valeva la pena di capirci di più e meglio perchè, in fondo,  la qualità del futuro dipende anche dalla coscienza di ciascuno di noi, di ogni essere umano che deve avere scienza e coscienza su ciò che succede, e di ciò che l’uomo costruisce,  perché altrimenti non saprà mai come sarà il futuro che ci aspetta, che nel frattempo qualcun altro avrà provveduto a realizzare al posto nostro….

    “Dunque i cambiamenti delle condizioni di vita dovuti alle tecnologie ci offrono lo spunto per porci domande profonde su noi stessi, sui nostri valori, su ciò che riteniamo definisca una vita che vale la pena di essere vissuta. E contemporaneamente ci consentono di comprendere in quale direzione rimodellare ancora le tecnologie, in modo che servano ai nostri scopi più importanti. Questa è buona architettura” (da Homo pluralis, Luca de Biase)

Ne siamo proprio convinti.

Ed è anche per questo che parteciperemo con l’entusiasmo che merita al progetto ‘Uomini e macchine’ con l’Istituto comprensivo S.Rosa di Ponticelli e l’Università di Suor Orsola Benincasa.

Vincenzo Moretti e Nicola Cotugno, inizieranno a lavorarci  mercoledi 22 aprile 2015,  h.11-13 con la classe Ia B dell’ITI ‘Galileo Ferrraris’ di Napoli, a  Scampia…..

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