Grazie! Ho appena terminato di leggere per la seconda volta il libro “Il coltello e la rete”. Si, ho avuto la necessità di leggerlo una seconda volta, perchè – nella prima – mi sono perso nelle emozioni di gioia e commozione che mi hanno accompagnato per tutta la lettura.
La seconda volta ero più neutro, ho colto diversi aspetti con maggiore chiarezza.
Il primo, forse quello che più mi ha colpito, è che questa iniziativa prova a dare voce alla drammatica emergenza educativa che i miei sensi e la mia intelligenza colgono ogni attimo, ovunque, non solo a scuola. Una necessità che può senz’altro essere affrontata da donne e uomini coraggiosi e fiduciosi, che amano mettersi in gioco in un laboratorio vivente, lasciandosi trascinare dalla creatività e dalla vitalità dei giovani, e offrendo loro amore, fiducia, esperienza.
Ecco, il “mischiare le carte”, il riportare al centro del processo educativo gli studenti, offrire loro ascolto e un’officina dove sperimentarsi vivendo, partecipando, facendo, guidati dai bisogni e dalle passioni che li animano, è per me già una grande vittoria per tutti. Quindi ancora grazie.
Avrei tanti altri punti di forza da evidenziare, del lavoro iniziato dall’equipe de “Il coltello e la rete”. Ma preferisco terminare mettendone in luce uno solo, quello che ritengo essere la leva che può elevare studenti e docenti, e la società tutta: la forza della cooperazione di uomini e donne appassionati della vita e della crescita che, guidati dal rispetto reciproco, da una profonda umiltà e da una mente curiosa, in cui il gioco del continuo apprendere ne è il motore, si mettono al servizio dei giovani e del mondo che verrà. Grazie ancora.
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