Un racconto sulla scuola così appassionato e un amore così sincero e viscerale verso gli alunni, e una preoccupazione costante per i lori percorsi presenti e futuri mi hanno fatto andare indietro nel tempo.
Mi sono venuti alla mente le “Conversazioni con Danilo Dolci” a Partinico, il suo lavoro incessante, quotidiano, il suo credere in una educazione permanente che dovrebbe animare sempre tutti quelli che lavorano con i bambini, gli adolescenti, gli adulti.
Sono tornata con il pensiero a quel meraviglioso libro di Mario Lodi “Il paese sbagliato” e alla lezione di Don Lorenzo Milani.
Ho ricordato un libro che tutti dovrebbero rileggere, “La ballata del Filangieri”, di Luciano Sommella: un’esperienza in un carcere napoletano.
E ancora, “La storia è questa”, un libro scritto dai ragazzi di terza elementare di Castelfiorentino, guidati dal loro appassionato maestro Wallis Lettori.
E come dimenticare “Non tacere”, un libro compilato dagli alunni di Don Sardelli, un prete che negli anni ’70 nella periferia di Roma faceva lezione ai figli dei baraccati dell’acquedotto Felice (Scuola 725).
E l’elenco sarebbe lunghissimo.
Certamente ci sono ancora tanti maestri e docenti che lavorano con passione e coscienza. Il loro è spesso un lavoro silenzioso, faticoso, non esposto alle cronache, agli applausi, alle mode. A loro il mio ringraziamento e soprattutto agli autori de “Il coltello e la rete”, che mi hanno dato un po’ di ossigeno, riportandomi alla mente tutto ciò che ho menzionato: le fatiche di tanti lunghissimi anni vissuti con i miei ragazzi!!!
Permettetemi di dare un abbraccio affettuoso a Nicola Cotugno, cantore appassionato di questo tipo di scuola.
Le nostre trentennali discussioni sull’insegnamento hanno animato sempre i nostri incontri, costituendo l’alimento di una grande amicizia.

Annamaria Valle,
una vecchia insegnante

 

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