Il coltello e la rete – L’educazione all’uso consapevole delle tecnologie è il tema centrale di questo libro, che lo affronta da una prospettiva privilegiata: il racconto di una serie di esperienze di insegnamento sperimentale, variamente dislocate a Napoli. Dalle elementari all’università, dalle periferie al centro, gli insegnanti raccontano i diversi modi in cui i ragazzi (una vasta categoria, di differenti età) declinano il loro rapporto con il futuro, le macchine, la tecnologia, l’universo digitalizzato in cui vivono, in continuo cambiamento. La parte più riuscita a mio parere è quella che riguarda le esperienze degli insegnanti di Scampia (Nicola Cotugno, Mariateresa Turtoro) e di Ponticelli (Colomba Punzo) che collocano il loro lavoro all’interno di un processo di apprendimento complesso, non solo di consapevolezza nell’uso delle tecnologie, ma di autostima e crescita culturale. Nel racconto in questo senso più interessante, quello di Nicola Cotugno, l’esperienza educativa non è separata dal coinvolgimento dell’insegnante nella sua relazione con gli studenti, con la scoperta della vita, spesso dura e difficile, che sta dietro il loro impegno scolastico: la motivazione all’insegnamento non è una astratta guida all’apprendimento, ma il tentativo di incidere, attraverso lo studio condiviso, sulla formazione generale (esistenziale ed etica) degli studenti, a partire da una relazione effettiva con loro.

foto di enzo d'antonio

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