diso1Tiziana Diso l’ho conosciuta via telefono un paio di settimane fa. Ho un cattivo rapporto con il telefono, un rapporto che quando sono sul treno diventa pessimo, un po’ perché se la telefonata mi prende sono portato ad alzare la voce e dunque a dare fastidio e un po’ perché non capisco mai bene se sto parlando con qualcuno o da solo, che poi cade la linea e al giro successivo si ricomincia da «scusa, a che punto eravamo arrivati?».
Questa volta invece no. Anche se io ci provo a dire che richiamo appena scendo dal treno lei mi propone un ragionevole «senta, visto che ci siamo parliamo fino a che non cade la linea» e al resto ci pensa lui, il telefono, che pur di farmi dispetto non la fa cadere, la linea.
Così Tiziana mi dice che insegna, che ha letto de «Il coltello e  la rete», che è «animatrice digitale», che la sua scuola è l’Istituto Comprensivo Botrugno Nociglia San Cassiano e Supersano  che sta in provincia di Lecce e che insomma vorrebbe organizzare una presentazione discussione del libro.
Come dite? Volete sapere cosa ho pensato io? Due cose: 1. come è lontano; 2. come sono contento. Dopo di che abbiamo chiacchierato un po’ e siamo rimasti che lei avrebbe data un’occhiata al libro e poi ci saremmo risentiti.
Oggi l’ho cercata io via chat e le ho chiesto se e come intendeva procedere. Come dite? Volete sapere come mi ha risposto? Così: «Sì sì, ho letto e ho proposto l’evento nel Caffè pedagogico-digitale che ho organizzato, ne sono tutti entusiasti. Il libro oltre a trasudare di passione, professionalità e intraprendenza, è un acquarello del nostro tempo che ci fa riflettere su tante cose. In alcuni tratti è lo specchio delle nostre attività, se non nella forma, nella sostanza. Fammi sapere quando potresti esserci per poter organizzare il tutto al meglio.» Come dite? No, questa volta non ho pensato che è lontano, sono stato solo felice.
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