Anna D’Alessio
Salve, sono docente di infanzia presso l’Istituto Comprensivo “Via Soriso” a Roma e invio qualche foto relativa al percorso svolto nel corrente anno scolastico. Mi permetta una osservazione a riguardo: non è vero che il digitale è uno strumento freddo, senza anima, che isola il bambino in un mondo parallelo. Al contrario, come ho potuto constatare, il digitale non solo è riuscito a essere uno strumento emozionale ma ha reso l’apprendimento gioioso, stimolante, mai noioso, riuscendo a coinvolgere tutti i bambini, rispettandone l’individualità. Inoltre ha stimolato la condivisione, il cooperative learning, in un ambiente a misura di bambino e per questo sempre duttile, diverso, accogliente , stimolante. L’aula è diventato un ambiente d’apprendimento privilegiato, in cui confrontarsi, rispettarsi, crescere insieme in armonia. Cosa chiedere di più ad una Area spesso sottovalutata in particolare nella prima infanzia? Spero che la cultura digitale possa diffondersi per offrire ai nostri bambini nuove opportunità di apprendimento e quindi di sviluppo delle individuali competenze nascoste in ognuno. Grazie per l’attenzione
Maestra Anna

Maria Cristina Picciolini
Grazie Vincenzo per questo articolo. Mi piace molto e mi ritrovo pienamnete con i contenuti trattati. Volevo raccontarvi che contribuisco nel mio piccolo al cambiamento. L’ho fatto pubblicando un mio progetto editoriale che ho voluto dedicare ai giovani, esponendo attraverso un coro di voci, l’importanza che ha l’arte nella nostra crescita personale. Dobbiamo porre un cambiamento al modo di pensare e vedere le cose, sono d’accordo!! Lo scopo del mio progetto è di presentarlo nelle scuole, infatti da ottobre inizierò con un liceo della Sicilia. Se ci fosse qualcuno interessato sempre nella regione Sicilia per l’anno scolastico 2015-2016, io ci sarò! Il libro si intitola Mare Magnum.

Eleonora Dicati
#scuolaperme

Rosaria Della Ventura
Ciao Vincenzo, conto di proporre l’iniziativa #Lavorobenfatto in ogni scuola al mio Dirigente Scolastico e di preparare delle lezioni con i miei ragazzi. Spero di avere aggiornamenti nei prossimi giorni. Naturalmente ti tengo aggiornato.

Dunia Pepe
Ciao Vincenzo, ci chiedi di parlare di #lavorobenfatto nella scuola. A me e alla mia collega Piera Casentini, che lavoriamo per ISFOL, viene in mente l’Istituto Tecnico Industriale e Liceo Scientifico Ettore Majorana di Brindisi. Si tratta di un modello di eccellenza della scuola italiana di cui ci stiamo occupando, in Isfol, noi che lavoriamo sul tema “Innovazione, inclusione sociale e transizioni verso il lavoro”. Questo Istituto nasce nell’Ottobre 1976 e si inserisce da subito nella realtà produttiva e sociale della città di Brindisi e del Salento proponendo indirizzi di chimica, chimica industriale, tecnologie alimentari e dotandosi di moderne apparecchiature tecnologiche. Dal 1998/99, l’Istituto Majorana amplia l’offerta formativa con il Liceo Scientifico Tecnologico e potenzia gli insegnamenti della matematica, dell’informatica e di altre materie scientifiche. Nel 2008, l’Ettore Majorana è tra le 15 scuole italiane che aderiscono al patto nazionale per le scuole digitali il cui principio cardine è applicare la tecnologia alla didattica. Ogni aula viene dotata di registro elettronico e lavagna interattiva multimediale, l’utilizzo dei tablet sostituisce l’uso della carta al fine di stimolare la creatività e l’autonomia dei ragazzi, con il passare degli anni la scuola si dota di aule 3D e di laboratori per la fabbricazione digitale, i FabLab. Grazie al modello didattico della classe capovolta, l’insegnante a scuola non propone più lezioni frontali ma degli argomenti di studio che i ragazzi approfondiscono sia a scuola che a casa grazie ai materiali offerti anche dal web. La scuola diventa un laboratorio dove ritrovarsi per confrontarsi, coordinarsi, rielaborare e verificare le conoscenze acquisite. Qui il felice connubio ed il feedback tra utilizzo delle nuove tecnologie e innovazione delle teorie pedagogiche ha permesso di avviare un progetto di modernizzazione della scuola sorprendente. Nel 2010, il Preside dell’Istituto, Salvatore Giuliano, promuove il progetto ‘Book in progress’ in virtù del quale i libri di testo sono scritti dagli insegnanti e stampati all’interno della scuola. Questo consente non solo alle famiglie di risparmiare sui libri di testo, ma fa si che i soldi risparmiati possano essere reinvestiti in nuove tecnologie utili alla didattica. Il ‘Book in progress’ diventa in breve tempo un progetto comune a circa 180 scuole italiane che intendono creare una rete destinata ad ingrandirsi con la collaborazione delle famiglie. «La vera sfida – come dice Salvatore Giuliano -, è quella di trasformare il ‘Book in progress’ da prodotto in metodo: un nuovo metodo didattico in virtù del quale i contenuti vengono creati contestualmente da alunni e docenti ed in modo tale da costruire un vero e proprio diario di bordo degli apprendimenti i cui protagonisti sono gli alunni».
bonora3a

Annunci